lunedì 7 maggio 2007

Steal this book!


"I believe in compulsory cannibalism.
If people were forced to eat what they killed,
there would be no more wars".
Abbie Hoffman, New York City, 1970.

domenica 6 maggio 2007

Aria di crisi in Romania


Bucuresti caput mundi.
Qualcuno ne sa qualcosa.
Singolare leggere della Romania sulla stampa internazionale proprio al mio ritorno da quel di Iasi. L'ingresso in Europa fa maturare i primi frutti, peccato che i rumeni stentino a realizzare di essere europei.
L'inizio è promettente: Traian Basescu è il Berlusconi transilvano.
Ma leggete dal Cotidianul :

"Prima senza precedenti sulla scena politica di Bucarest, scrive Cotidianul. Il parlamento ha votato a favore della messa in stato di accusa del presidente Traian Basescu per "violazione della costituzione".
Basescu, che è accusato di vari abusi di potere, è stato eletto dal popolo appena due anni e mezzo fa. Ma il 19 maggio i rumeni saranno di nuovo chiamati alle urne per decidere con un referendum se il capo dello stato deve restare in carica. Ma che succede se alle urne non si presenta il 50 per cento più uno dei circa 17,9 milioni di rumeni chiamati al voto? La battaglia tra le forze politiche si sta ora concentrando sul quorum. La costituzione non prevede la possibilità che non sia raggiunto.
Per questo la maggioranza parlamentare, che è contraria al capo dello stato, chiede che in quel caso la decisione passi alle camere. Intanto migliaia di persone sono scese in piazza per sostenere il presidente, sospeso dalle sue funzioni. Basescu, spiega Cotidianul, sarà pure odiato dal premier Calin Popescu Tariceanu – che guida un governo di minoranza – e dall'opposizione, ma è amato da molti rumeni. A quattro mesi dall'ingresso nell'Unione europea, la Romania è ancora lontana dalla stabilità politica."

Emofilia. Shame is not enough


Riporto la traduzione di una notizia della settimana scorsa pubblicata su bmj.com .

"Durante gli anni settanta e ottanta in Gran Bretagna 4.670 emofiliaci hanno contratto il virus dell'epatite C in seguito alla somministrazione di farmaci emoderivati prodotti con sangue infetto. E 1.243 di loro sono stati contagiati anche con il virus hiv.
I morti sono stati 1.757. La colpa è delle industrie farmaceutiche statunitensi che per anni hanno distribuito in tutto il mondo emoderivati – indispensabili per la sopravvivenza dei pazienti emofiliaci – ottenuti dal sangue di donatori a rischio: detenuti, tossicodipendenti e omosessuali. Dopo che vari governi britannici hanno rifiutato di indagare sui responsabili, la camera dei lord ha finalmente aperto un'inchiesta. Intanto il programma Newsnight della Bbc ha ricostruito la vicenda con dei documenti ottenuti dai parenti delle vittime. Sotto accusa sono finiti i medici, gli scienziati e i politici che, pur essendo al corrente del pericolo, non hanno bloccato l'importazione degli emoderivati statunitensi.
E soprattutto i dottori che non hanno informato i pazienti del rischio a cui erano esposti. Alcuni emofiliaci sono stati perfino usati come cavie involontarie e inconsapevoli per verificare l'infettività di alcuni emoderivati."

What France wants


Nonostante l'aspra ironia dell' Economist e la Thatcher, mi piace pensare che sia un augurio per un'elezione al femminile. La Royal potrebbe rappresentare un' interessante, nuova (a suo modo), pagina nella politica francese. In bocca al lupo, Segolene.

Immortale monotematico


Da qualche giorno è uscito il nuovo singolo di Franco Battiato, estratto dall'album Il Vuoto.
Si intitola Apettando l'Estate.
In tono con il resto dell'album, anche questo singolo è intrinsecamente malinconico, velato di tristezza, introspettivo e meno criptico rispetto agli standard di Battiato.
Mi è parso subito molto evocativo, nelle parole e nella musica, più narrativo rispetto alle altre tracce dell'album e senza dogmatiche perle come "vuoto di senso, senso di vuoto" o "sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei". Il brano può essere ascoltato qui.

Aspettando l'estate

L'allegrezza del vento fuga i cattivi pensieri
mentre ogni ombra fugge via le giornate si accorciano

La sera i fuochi inondano i dintorni di luce

La tristezza non prevale su me
col canto la tengo lontana
le giornate si allungano
sto aspettando l'estate

Anche se non ci sei tu sei sempre con me
per antiche abitudini
perchè ti rivedrò dovunque tu sia

Aspettando l'estate all'ombra dell'ultimo sole
sospeso tra due alberi a immaginare
l'estasi dei momenti d'ozio
voglio riscoprire aspettando l'estate

Anche se non ci sei tu sei sempre con me
e sono ancora sicuro che io ti rivedrò
dovunque tu sia.

giovedì 3 maggio 2007

Mammifero italiano


Avvilente puntata serale di Annozero, rai3 ore 21.
Argomenti risaputi, ma è sempre importante che se ne parli: il nepotismo e la carriera.
Brillante intervento di Travaglio nella sua lettera a Paul Wolfowitz, tra umorismo grottesco ed amare osservazioni.
"Tengo famiglia" come Italian way of life.

domenica 29 aprile 2007

Mangiare un'idea

"Un'idea, un concetto, un'idea. Finché resta un'idea è soltanto astrazione. Se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione". Così cantava il grande Giorgio Gaber e così osservo nell'arte contemporanea, in tutte le sue forme.
Il fotografo danese Simon Hogsberg ha mangiato le sue idee con alcuni progetti molto interessanti, la cui forza è solo nell'idea di fondo.
Questo danese deve aver capito talmente bene l'importanza dell'idea, da sviluppare l'idea di un progetto sulle idee, The Thought Project, appunto.
Con la sua bicicletta è andato in giro per la Danimarca a fotografare volti e chiedere alle persone di pensare intensamente a qualcosa. Finito il tour, ha raccolto le foto migliori e le ha affiancate al pensiero dei soggetti fotografati.
Il musicista Scott Smith lo aveva anticipato con la copertina del suo cd Wish.
Hanno mangiato le loro idee.

martedì 24 aprile 2007

Tu hai mai letto Kundera?


Esilarante performance del pianista e compositore Stefano Bollani: imitazione di Franco Battiato.

venerdì 20 aprile 2007

Aint talkin' about dub


Rocker to rocker, raver to raver.
Nell'ultima settimana ho avuto alcuni confronti con persone coinvolte nell'ambiente dub e reggae. Sarà una macchinazione del fato, siccome tutto ha assunto una piega reggae dalla dancehall cui ho partecipato nella capitale.
Ripensando all'aggettivo "alternativo", usato per la connotazione di qualcuno contrapposto al "mainstream", sembra quasi un ossimoro applicarlo a certe tipologie umane, come quelle che abbondano nell'ambiente dancehall.
Omologazione nel vestire, nel pensare e persino nel comunicare, monolitica dedizione ad un settore musicale con assoluta esclusione, arrogante, oserei dire, di tutto il restante mondo sonoro. E' un mainstream di dimensioni minori inserito in un altro maggiore.
Come le scatole cinesi.
L'elitarismo, l'autoreferenzialità, il solipsismo sono tutte caratteristiche trasversali che investono forme di aggregazione sociale votate alla condivisione di un mondo culturale chiuso.
Let's go back to the rock, come suggeriscono gli incredibili Apollo 440, che hanno creato attingendo a piene mani da dub, techno, reggae, elettronica, dance e rock.
Soprattutto aint talkin' about dub.

mercoledì 18 aprile 2007

Antropo-cultural-musicale. Ne sentirete parlare


Al solito: la radio anticipa tutti.
Non avendo alcun canale musicale televisivo, non so quando e come accadrà l'invasione di Dan Le Sac VS Scroobius Pip, ma sono sicura che non tarderà. MTV provvederà con la solita solerzia alla diffusione a mo' di tsunami del nuovo fenomeno.
Non ho la minima idea di chi siano questi Dan Le Sac, ma mi è bastato ascoltare una sola volta la loro canzone per capire che genereranno un polverone, a torto o a ragione.
Il loro singolo, Thou Shalt Always Kill, è una insignificante accozzaglia di suoni, che presto domesticherà il nostro orecchio. Molto più interessante è il testo, che ieri mi ha fatto cessare le abluzioni quotidiane nel bagno di casa, così da ascoltare con attenzione le parole.
L'MC, che si presenta come una grottesca copia del leader degli Eels, ne ha davvero per tutti, iniziando dal titolo della canzone, chiaro riferimento al Comandamento.
Il video lo trovate qui.
Il testo lo trovate aici.
La traduzione la improvviso io.

Dan le sac VS Scroobius pip / Devi sempre uccidere

Non devi rubare se c'è una vittima diretta.
Non devi adorare idoli pop o seguire profeti maledetti.
Non devi nominare in vano i nomi di Johnny Cash, Joe Strummer, Johnny Hartman, Desmond Decker, Jim Morrison, Jimi Hendrix or Syd Barret.
Non devi pensare che qualsiasi uomo sopra i 30 anni che gioca con i bambini non suoi sia un pedofilo...Alcune persone sono semplicemente genuine.
Non devi leggere NME. (questa non l'ho capita)
Non devi smettere di apprezzare una band solo perchè è diventata famosa.
Non devi fare domande a Stephen Fry.
Non devi giudicare un libro dalla copertina.
Non devi giudicare Arma Letale da Danny Glover.
Non devi comprare prodotti Coca-cola.
Non devi comprare prodotti Nestlé.
Non devi andare nelle frasche con il migliore amico del tuo ragazzo, prendere droghe e poi fregarlo.
Non devi innamorarti così facilmente.
Non devi usare l'arte, la poesia e la musica per infilarti nei pantaloni delle ragazze. Usali per entrare nelle loro teste.
Non devi guardare Hollyokes.
Non devi partecipare ad un open mic (n.d.t. gli open mic sono serate di improvvisazione e presentazione tra mc o in generale di cose artistiche) e andartene prima che sia finito solo perchè hai già letto la tua merdosa poesia o canzone, tu compiaciuto rompicazzo.
Non devi ritornare allo stesso club o bar week end dopo week end solo perchè una volta lì hai visto una ragazza che ti piaceva ma alla quale non hai detto una fottuta parola.
Non devi mettere su ridicoli piedistalli i musicisti o i loro album, per quanto grandi siano stati o sono.

The Beatles… Were just a band.
Led Zepplin… Just a band.
The Beach Boys… Just a band.
The Sex Pistols… Just a band.
The Clash… Just a band.
Crass… Just a band.
Minor Threat… Just a band.
The Cure… Just a band.
The Smiths… Just a band.
Nirvana… Just a band.
The Pixies… Just a band.
Oasis… Just a band.
Radiohead… Just a band.
Bloc Party… Just a band.
The Arctic Monkeys… Just a band.
The Next Big Thing.. JUST A BAND.

Devi dare giusto peso alle tragedie che accadono in tutti i paesi non parlanti inglese, come fai per quelle che accadono nei paesi dove si parla inglese.
Devi ricordare che i fucili, le puttane e i patacconi con diamanti non hanno mai fatto parte dei 4 elementi...e mai lo faranno.
Non devi fare musica generica e ripetitiva.
Non devi rendere la mia macchina ghetto-fab.
Non devi urlare se vuoi andare più veloce.
Non devi farti ammaliare dal richiamo della cattiveria.
Non devi fare baccano a Detroit.
Quando ti dico "Hey", non devi dirmi "Ho".
Quando ti dico "Hip", non devi dire "Hop".
Quando io parlo, lui parla, lei parla, noi parliamo...facciamo casino..uccidimi.
Non devi assumere che io sia felice.
Non devi dimenare il sedere come una polaroid. (n.d.t. chiaro riferimento agli Outkast)
Non devi desiderare che la tua ragazza sia freak come me.
Non devi fare lo spelling della parola “Pheonix” P-H-O-E-N-I-X ma P-H-E-O-N-I-X, fregandotene di cosa il dizionario Oxford ti dica.
Non devi esprimere il tuo shock al fatto che Sharon sia andata via dal club con Bradley la scorsa notte, dicendo "Davvero?".
Devi sempre pensare con la tua testa.
Devi sempre, devi sempre...uccidere!

Who I have to be to get some reciprocity?


Contro la mia natura, sono mesi che centellino la lettura de "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera. Ogni pagina, ogni nodo concettuale offre un pretesto per osservare allo specchio il proprio passato e la percezione attuale di ciò che si è vissuto.

"Ciò che l'Io ha di unico si cela appunto in ciò che l'uomo ha di inimmaginabile. Noi possiamo immaginarci solo ciò che nelle persone è uguale, ciò che è comune. L'Io individuale è ciò che si differenzia dal generale, quindi ciò che non si può indovinare o calcolare in precedenza, ciò che nell'altro si deve svelare, scoprire, conquistare ...
...
Si direbbe che nel cervello esista una regione del tutto particolare che si potrebbe chiamare memoria poetica e che registra ciò che ci affascina, che ci commuove, che rende bella la nostra vita. Da quando lui ha conosciuto Tereza, nessuna donna ha il diritto di lasciare in quella parte del suo cervello foss'anche la più fuggevole impronta ...
...
Non era giusto, perché ad esempio la ragazza con la quale aveva fatto l'amore sul tappeto durante il temporale non era affatto meno degna di poesia di Tereza. Lei batteva al cancello della sua memoria poetica. Ma il cancello era chiuso. Nella memoria poetica di Tomas non c'era posto per lei. Per lei c'era posto solo sul tappeto."

martedì 17 aprile 2007

Sulla morte di Vonnegut


Penso sia superfluo aggiungere qualsiasi parola, d'altronde tutti si deve morire, prima o poi.
E Vonnegut aveva anche i suoi bravi 84 anni.
Gli sono grata per aver generato un piccolo sisma nella graduatoria dei miei libri preferiti, conquistandomi totalmente con Mattatoio N°5.
Qui c'è un buon articolo sulla sua morte, migliore di qualsiasi parola potrei scrivere io a riguardo. E' tratto da fantascienza.com.

sabato 14 aprile 2007

Né con te né senza di te


"La signora della porta accanto" è il film che ho visto questa sera.
Una sorta di Romeo e Giulietta malato, pulp, portato all'estremo.
Molto interessante.
Lo consiglio fortemente a tutte quelle persone che reputano l'innamoramento e le passioni sentimentali come un contorno della vita, a chi non ha mai vissuto una passione travolgente, a chi non comprende il senso di una vita vissuta in funzione di un'altra persona, a chi non ha mai avuto cenni di insanità mentale in una relazione affettiva.

sabato 17 marzo 2007

Dish of the day


Avrete sicuramente notato la deriva musicale che ha preso questo spazio negli ultimi tempi.
Segno delle attività poco rilassanti che sto svolgendo con maggiore intensità e che precedentemente avevo trascurato. La musica è il mezzo che, al momento, segue la direzione di alleggerimento dei pensieri e riempimento del mio tempo.
Tra le ultime appassionanti scoperte multimediali, posso inserire l'ascolto delle radio online autogestite. Ben oltre il mondo di pandora.com, sto spaziando da radio Colombia a radio autonoma Minnesota, con picchi di goduria nell'ascolto di Cincinnati's indipendent radio. Nei momenti in cui lo spirito MC si impadronisce di me, mi autonomizzo via youtube, cercando i brani che voglio ascoltare e scoprendo a cascata collegamenti inaspettati tra bands, cover e filmaker. Nell'impossibilità di gestire una radio, ho inserito nella colonna di sinistra una nuova voce, in cui inserirò ogni giorno (spero) musica nuova. Potrete trovarci di tutto, da Loredana Berté a Shostakovich, passando per Andre3000. Nei limiti del possibile cercherò di selezionare i video migliori o quelli con audio migliore, ma per quanto riguarda i video hip hop, mi arrendo all'inevitabile carico trash che li caratterizza. Per iniziare ho scelto un brano di quelli "over": sopra i tempi, sopra i generi, sopra i gusti. Feeling good, Nina Simone. Stupendo. Il video, in questo caso, non è affatto male: riprese amatoriali di un gruppo di giovani ad Highcliff, Inghilterra.
Buon ascolto.

martedì 13 marzo 2007

Amarcord


Il 1998 è stato un anno denso di successi radiofonici, quasi tutti appartenenti a quello che definirei "pattume radiofonico".
Ma era un bel pattume. Non ricordo un anno così fitto di successi che, per quanto commerciali, avevano un gradevole effetto hook.
Nel 1996 iniziai seriamente ad interessarmi al panorama musicale contemporaneo, decidendo di archiviare per un pò Beatles e Beach Boys.
Tra quelle canzoni, una delle prime che la mia memoria musicale ricordi è Your Woman, White Town. Era la scoperta di TMC2. Era il periodo in cui i cd iniziavano a diventare consumo di massa, l'mp3 era un'utopia e la musica la ascoltavi perchè compravi i dischi, perchè copiavi le cassette dagli amici (che compravano i dischi), o perchè guardavi TMC2 e, chi lo prendeva con l'antenna, MTV. Era insomma un periodo in cui la musica si cuciva addosso, caratterizzando momenti, riempendo ricordi. Avere un cd tra le mani era una soddisfazione ed ogni acquisto era ponderato dai più ferrei criteri selettivi. Non c'era neanche internet a suggerire. E che rabbia quando si sbagliava; quando compravi un cd che te lo eri prefigurato un capolavoro e invece aveva giusto il valore del singolo estratto. A White Town, con il suo Women in Technology, non diedi appello, eppure quel pezzo, your woman, mi riporta alla memoria nitidamente i pomeriggi del 1997.

martedì 6 marzo 2007

Saviano attack


Marzo 2007. Una strada nel centro storico di Napoli.

Make my real life melt into the floor


Feeling kinda lonely, with a vodka and coke
Feeling kinda lonely, underneath the strobe
I was... feeling kinda lonely
Boys are shaking, girls are rotating
Make my real life melt into the floor
Boys are shaking, girls are rotating
Make my real life melt into the floor

I must not give in. Who said?







I've never been to the USA
I am a slave for the minimal wage
Detroit, New York and L.A
But i'm stuck in the U.K.


That's all, folks


Inoltro un articolo che mi ha spedito un amico.


Poca cultura. E la creatività di un Paese svanisce.
di Francesco Alberoni

Se un Paese perde le sue radici culturali, la sua storia, la sua arte, la sua lingua diventa incapace di creare, e svanisce. Al tramonto dell'impero romano, gli artisti non erano più capaci di fare un ritratto, di scolpire una statua, nemmeno un capitello. E oggi io vedo, in Italia e in Europa, la stessa pericolosa decadenza della capacità di creare. L'Italia distrutta e povera del dopoguerra ha prodotto un grandissimo cinema e grandi scrittori come Moravia, Buzzati, Gadda. E pensiamo alla fioritura culturale francese con pensatori come Sartre, Camus, Barthes, Foucault, Morin. Ma non voglio annoiarvi con i nomi. Basta dire che questi due Paesi, anche da soli, davano un contribuito essenziale alla cultura mondiale.
Oggi non è più così. E non si può attribuirlo, all'improvviso irrompere di autori indiani, cinesi, giapponesi o arabi. Dobbiamo domandarci se non abbiamo compiuto qualche errore fatale.

Io penso di sì. L'abbiamo fatto quando abbiamo incominciato a disprezzare la nostra cultura, la nostra storia, la nostra scuola classica, la nostra filosofia, la nostra lingua, quando abbiamo rinunciato a prendere come modelli da imitare i nostri grandi personaggi. E quando abbiamo ristretto i programmi scolastici di italiano, di latino, di storia, di filosofia, a pensare che tutto si possa ridurre ad apparenza, immagine. A credere che la lingua, il pensiero razionale sistematico non siano più importanti e si possa fare ogni cosa improvvisando, e che basti un vocabolario di mille parole. E che la storia sia inutile, per cui anche i manager, i professionisti, i politici affermati spesso non sanno chi erano Giacobbe, Teodorico o Ruggero Bacone e, nonostante la mondializzazione, non sanno nulla della storia dell'India o della Cina.

Certo, conoscono i cantanti, i calciatori, i politici, seguono i talk show e sfogliano i giornali. Ma questo tipo di cultura non consente di leggere e di capire un qualsiasi libro serio di saggistica o di filosofia. E chi non sa leggere questi libri non saprà mai nemmeno scrivere. E nemmeno fare un progetto, perché non saprà pensare in grande e in modo logico e sistematico. Ma paradossalmente questa cultura non basta nemmeno a fare buoni programmi televisivi (che, infatti, ormai acquistiamo dall'estero) e film che si impongano nel mercato mondiale. Se non vogliamo svanire dobbiamo tornare a spostare tutti i nostri standard verso l'alto: verso il rigore, la cultura, la fantasia, l'eccellenza.

sabato 3 marzo 2007

Feeling kinda groovy, workin' on a movie




Tempo fa lessi un articolo su L'Espresso scritto da Steve Jobs, fondatore del gruppo Macintosh.
Chiuso il settimanale sulle gambe, quel signore mi lasciò in uno stato confusionale di emozione, speranza ed euforia. Non male per uno che di lavoro dovrebbe gestire i cartoni della Pixar.
Un concetto che emergeva dall'articolo era la potenzialità culturale che internet oggi rappresenta. Questo punto, la cui conseguenza è la priorità che i Governi stanno dando al ricoprire i propri territori con la banda larga, lo sto toccando con mano di recente.
Con i soliti pro- e contro- , internet oggi rappresenta un circuito infinito per scambiare informazioni ed essere bombardati di input. Spetta all'utente selezionare questi input e trasformarli in output originali che, probabilmente, senza gli input non sarebbero mai nati.
Questo video che vi ho proposto, raccattato da youtube, ha della pura genialità.
Penso sia nel campo dell'Arte moderna che il web possa offrire, allo stato attuale, il meglio di sé.
Dopo la dissacrante Merda d'Artista, l'arte di Haring che sfonda la tela e cola sulle città, le performance di Marina Abramovic, le instabilità mentali di Bruce Neuman, oggi l'Arte sembra dominata dalle video-installazioni. Che piacciano o meno, che siano comprese o che vengano spacciate come geniali perchè non comprese, le video installazioni lanciano input al mondo, sono portatrici di pure idee, per quanto ciò possa restare fine a se stesso.
L'accessibilità dei mezzi, delle idee, potenziate dall'utilizzo del web, la facilità con cui si può esprimere parte del proprio sé all'esterno, sono elementi che rendono l'arte attuale immanenza della realtà, del quotidiano.
Tutto ciò supera il concetto di pop e relega la pop art di Warhol alla nicchia di "arte facilmente fruibile" e nulla più.
Un video come quello di cui sopra ha del geniale perchè in pochi minuti mi concretizza un'idea; rappresenta una realtà profondamente diversa dalla mia e violentemente caratteristica di una cultura; rappresenta la percezione che un soggetto ha della propria stessa cultura; mi trasforma la banalità di un gesto reiterato all'infinito, da milioni di persone, in un momento di raccoglimento e di contatto tra due persone, una voce e un'altra voce; mi distorce la funzione propria di un oggetto, snaturandolo e dandogli nuova identità; rende attivo ciò che prima era passivo ed era stato inteso per restare passivo.
Questo input, raggiunto via web, sta producendo output in me.
Ovviamente è solo un pretesto per ribadire l'enormità di questo cubo di plastica che ho davanti, la relatività del concetto di Arte, e le potenzialità che albergano in ciascuno di noi.