domenica 29 aprile 2007

Mangiare un'idea

"Un'idea, un concetto, un'idea. Finché resta un'idea è soltanto astrazione. Se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione". Così cantava il grande Giorgio Gaber e così osservo nell'arte contemporanea, in tutte le sue forme.
Il fotografo danese Simon Hogsberg ha mangiato le sue idee con alcuni progetti molto interessanti, la cui forza è solo nell'idea di fondo.
Questo danese deve aver capito talmente bene l'importanza dell'idea, da sviluppare l'idea di un progetto sulle idee, The Thought Project, appunto.
Con la sua bicicletta è andato in giro per la Danimarca a fotografare volti e chiedere alle persone di pensare intensamente a qualcosa. Finito il tour, ha raccolto le foto migliori e le ha affiancate al pensiero dei soggetti fotografati.
Il musicista Scott Smith lo aveva anticipato con la copertina del suo cd Wish.
Hanno mangiato le loro idee.

martedì 24 aprile 2007

Tu hai mai letto Kundera?


Esilarante performance del pianista e compositore Stefano Bollani: imitazione di Franco Battiato.

venerdì 20 aprile 2007

Aint talkin' about dub


Rocker to rocker, raver to raver.
Nell'ultima settimana ho avuto alcuni confronti con persone coinvolte nell'ambiente dub e reggae. Sarà una macchinazione del fato, siccome tutto ha assunto una piega reggae dalla dancehall cui ho partecipato nella capitale.
Ripensando all'aggettivo "alternativo", usato per la connotazione di qualcuno contrapposto al "mainstream", sembra quasi un ossimoro applicarlo a certe tipologie umane, come quelle che abbondano nell'ambiente dancehall.
Omologazione nel vestire, nel pensare e persino nel comunicare, monolitica dedizione ad un settore musicale con assoluta esclusione, arrogante, oserei dire, di tutto il restante mondo sonoro. E' un mainstream di dimensioni minori inserito in un altro maggiore.
Come le scatole cinesi.
L'elitarismo, l'autoreferenzialità, il solipsismo sono tutte caratteristiche trasversali che investono forme di aggregazione sociale votate alla condivisione di un mondo culturale chiuso.
Let's go back to the rock, come suggeriscono gli incredibili Apollo 440, che hanno creato attingendo a piene mani da dub, techno, reggae, elettronica, dance e rock.
Soprattutto aint talkin' about dub.

mercoledì 18 aprile 2007

Antropo-cultural-musicale. Ne sentirete parlare


Al solito: la radio anticipa tutti.
Non avendo alcun canale musicale televisivo, non so quando e come accadrà l'invasione di Dan Le Sac VS Scroobius Pip, ma sono sicura che non tarderà. MTV provvederà con la solita solerzia alla diffusione a mo' di tsunami del nuovo fenomeno.
Non ho la minima idea di chi siano questi Dan Le Sac, ma mi è bastato ascoltare una sola volta la loro canzone per capire che genereranno un polverone, a torto o a ragione.
Il loro singolo, Thou Shalt Always Kill, è una insignificante accozzaglia di suoni, che presto domesticherà il nostro orecchio. Molto più interessante è il testo, che ieri mi ha fatto cessare le abluzioni quotidiane nel bagno di casa, così da ascoltare con attenzione le parole.
L'MC, che si presenta come una grottesca copia del leader degli Eels, ne ha davvero per tutti, iniziando dal titolo della canzone, chiaro riferimento al Comandamento.
Il video lo trovate qui.
Il testo lo trovate aici.
La traduzione la improvviso io.

Dan le sac VS Scroobius pip / Devi sempre uccidere

Non devi rubare se c'è una vittima diretta.
Non devi adorare idoli pop o seguire profeti maledetti.
Non devi nominare in vano i nomi di Johnny Cash, Joe Strummer, Johnny Hartman, Desmond Decker, Jim Morrison, Jimi Hendrix or Syd Barret.
Non devi pensare che qualsiasi uomo sopra i 30 anni che gioca con i bambini non suoi sia un pedofilo...Alcune persone sono semplicemente genuine.
Non devi leggere NME. (questa non l'ho capita)
Non devi smettere di apprezzare una band solo perchè è diventata famosa.
Non devi fare domande a Stephen Fry.
Non devi giudicare un libro dalla copertina.
Non devi giudicare Arma Letale da Danny Glover.
Non devi comprare prodotti Coca-cola.
Non devi comprare prodotti Nestlé.
Non devi andare nelle frasche con il migliore amico del tuo ragazzo, prendere droghe e poi fregarlo.
Non devi innamorarti così facilmente.
Non devi usare l'arte, la poesia e la musica per infilarti nei pantaloni delle ragazze. Usali per entrare nelle loro teste.
Non devi guardare Hollyokes.
Non devi partecipare ad un open mic (n.d.t. gli open mic sono serate di improvvisazione e presentazione tra mc o in generale di cose artistiche) e andartene prima che sia finito solo perchè hai già letto la tua merdosa poesia o canzone, tu compiaciuto rompicazzo.
Non devi ritornare allo stesso club o bar week end dopo week end solo perchè una volta lì hai visto una ragazza che ti piaceva ma alla quale non hai detto una fottuta parola.
Non devi mettere su ridicoli piedistalli i musicisti o i loro album, per quanto grandi siano stati o sono.

The Beatles… Were just a band.
Led Zepplin… Just a band.
The Beach Boys… Just a band.
The Sex Pistols… Just a band.
The Clash… Just a band.
Crass… Just a band.
Minor Threat… Just a band.
The Cure… Just a band.
The Smiths… Just a band.
Nirvana… Just a band.
The Pixies… Just a band.
Oasis… Just a band.
Radiohead… Just a band.
Bloc Party… Just a band.
The Arctic Monkeys… Just a band.
The Next Big Thing.. JUST A BAND.

Devi dare giusto peso alle tragedie che accadono in tutti i paesi non parlanti inglese, come fai per quelle che accadono nei paesi dove si parla inglese.
Devi ricordare che i fucili, le puttane e i patacconi con diamanti non hanno mai fatto parte dei 4 elementi...e mai lo faranno.
Non devi fare musica generica e ripetitiva.
Non devi rendere la mia macchina ghetto-fab.
Non devi urlare se vuoi andare più veloce.
Non devi farti ammaliare dal richiamo della cattiveria.
Non devi fare baccano a Detroit.
Quando ti dico "Hey", non devi dirmi "Ho".
Quando ti dico "Hip", non devi dire "Hop".
Quando io parlo, lui parla, lei parla, noi parliamo...facciamo casino..uccidimi.
Non devi assumere che io sia felice.
Non devi dimenare il sedere come una polaroid. (n.d.t. chiaro riferimento agli Outkast)
Non devi desiderare che la tua ragazza sia freak come me.
Non devi fare lo spelling della parola “Pheonix” P-H-O-E-N-I-X ma P-H-E-O-N-I-X, fregandotene di cosa il dizionario Oxford ti dica.
Non devi esprimere il tuo shock al fatto che Sharon sia andata via dal club con Bradley la scorsa notte, dicendo "Davvero?".
Devi sempre pensare con la tua testa.
Devi sempre, devi sempre...uccidere!

Who I have to be to get some reciprocity?


Contro la mia natura, sono mesi che centellino la lettura de "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera. Ogni pagina, ogni nodo concettuale offre un pretesto per osservare allo specchio il proprio passato e la percezione attuale di ciò che si è vissuto.

"Ciò che l'Io ha di unico si cela appunto in ciò che l'uomo ha di inimmaginabile. Noi possiamo immaginarci solo ciò che nelle persone è uguale, ciò che è comune. L'Io individuale è ciò che si differenzia dal generale, quindi ciò che non si può indovinare o calcolare in precedenza, ciò che nell'altro si deve svelare, scoprire, conquistare ...
...
Si direbbe che nel cervello esista una regione del tutto particolare che si potrebbe chiamare memoria poetica e che registra ciò che ci affascina, che ci commuove, che rende bella la nostra vita. Da quando lui ha conosciuto Tereza, nessuna donna ha il diritto di lasciare in quella parte del suo cervello foss'anche la più fuggevole impronta ...
...
Non era giusto, perché ad esempio la ragazza con la quale aveva fatto l'amore sul tappeto durante il temporale non era affatto meno degna di poesia di Tereza. Lei batteva al cancello della sua memoria poetica. Ma il cancello era chiuso. Nella memoria poetica di Tomas non c'era posto per lei. Per lei c'era posto solo sul tappeto."

martedì 17 aprile 2007

Sulla morte di Vonnegut


Penso sia superfluo aggiungere qualsiasi parola, d'altronde tutti si deve morire, prima o poi.
E Vonnegut aveva anche i suoi bravi 84 anni.
Gli sono grata per aver generato un piccolo sisma nella graduatoria dei miei libri preferiti, conquistandomi totalmente con Mattatoio N°5.
Qui c'è un buon articolo sulla sua morte, migliore di qualsiasi parola potrei scrivere io a riguardo. E' tratto da fantascienza.com.

sabato 14 aprile 2007

Né con te né senza di te


"La signora della porta accanto" è il film che ho visto questa sera.
Una sorta di Romeo e Giulietta malato, pulp, portato all'estremo.
Molto interessante.
Lo consiglio fortemente a tutte quelle persone che reputano l'innamoramento e le passioni sentimentali come un contorno della vita, a chi non ha mai vissuto una passione travolgente, a chi non comprende il senso di una vita vissuta in funzione di un'altra persona, a chi non ha mai avuto cenni di insanità mentale in una relazione affettiva.

sabato 17 marzo 2007

Dish of the day


Avrete sicuramente notato la deriva musicale che ha preso questo spazio negli ultimi tempi.
Segno delle attività poco rilassanti che sto svolgendo con maggiore intensità e che precedentemente avevo trascurato. La musica è il mezzo che, al momento, segue la direzione di alleggerimento dei pensieri e riempimento del mio tempo.
Tra le ultime appassionanti scoperte multimediali, posso inserire l'ascolto delle radio online autogestite. Ben oltre il mondo di pandora.com, sto spaziando da radio Colombia a radio autonoma Minnesota, con picchi di goduria nell'ascolto di Cincinnati's indipendent radio. Nei momenti in cui lo spirito MC si impadronisce di me, mi autonomizzo via youtube, cercando i brani che voglio ascoltare e scoprendo a cascata collegamenti inaspettati tra bands, cover e filmaker. Nell'impossibilità di gestire una radio, ho inserito nella colonna di sinistra una nuova voce, in cui inserirò ogni giorno (spero) musica nuova. Potrete trovarci di tutto, da Loredana Berté a Shostakovich, passando per Andre3000. Nei limiti del possibile cercherò di selezionare i video migliori o quelli con audio migliore, ma per quanto riguarda i video hip hop, mi arrendo all'inevitabile carico trash che li caratterizza. Per iniziare ho scelto un brano di quelli "over": sopra i tempi, sopra i generi, sopra i gusti. Feeling good, Nina Simone. Stupendo. Il video, in questo caso, non è affatto male: riprese amatoriali di un gruppo di giovani ad Highcliff, Inghilterra.
Buon ascolto.

martedì 13 marzo 2007

Amarcord


Il 1998 è stato un anno denso di successi radiofonici, quasi tutti appartenenti a quello che definirei "pattume radiofonico".
Ma era un bel pattume. Non ricordo un anno così fitto di successi che, per quanto commerciali, avevano un gradevole effetto hook.
Nel 1996 iniziai seriamente ad interessarmi al panorama musicale contemporaneo, decidendo di archiviare per un pò Beatles e Beach Boys.
Tra quelle canzoni, una delle prime che la mia memoria musicale ricordi è Your Woman, White Town. Era la scoperta di TMC2. Era il periodo in cui i cd iniziavano a diventare consumo di massa, l'mp3 era un'utopia e la musica la ascoltavi perchè compravi i dischi, perchè copiavi le cassette dagli amici (che compravano i dischi), o perchè guardavi TMC2 e, chi lo prendeva con l'antenna, MTV. Era insomma un periodo in cui la musica si cuciva addosso, caratterizzando momenti, riempendo ricordi. Avere un cd tra le mani era una soddisfazione ed ogni acquisto era ponderato dai più ferrei criteri selettivi. Non c'era neanche internet a suggerire. E che rabbia quando si sbagliava; quando compravi un cd che te lo eri prefigurato un capolavoro e invece aveva giusto il valore del singolo estratto. A White Town, con il suo Women in Technology, non diedi appello, eppure quel pezzo, your woman, mi riporta alla memoria nitidamente i pomeriggi del 1997.

martedì 6 marzo 2007

Saviano attack


Marzo 2007. Una strada nel centro storico di Napoli.

Make my real life melt into the floor


Feeling kinda lonely, with a vodka and coke
Feeling kinda lonely, underneath the strobe
I was... feeling kinda lonely
Boys are shaking, girls are rotating
Make my real life melt into the floor
Boys are shaking, girls are rotating
Make my real life melt into the floor

I must not give in. Who said?







I've never been to the USA
I am a slave for the minimal wage
Detroit, New York and L.A
But i'm stuck in the U.K.


That's all, folks


Inoltro un articolo che mi ha spedito un amico.


Poca cultura. E la creatività di un Paese svanisce.
di Francesco Alberoni

Se un Paese perde le sue radici culturali, la sua storia, la sua arte, la sua lingua diventa incapace di creare, e svanisce. Al tramonto dell'impero romano, gli artisti non erano più capaci di fare un ritratto, di scolpire una statua, nemmeno un capitello. E oggi io vedo, in Italia e in Europa, la stessa pericolosa decadenza della capacità di creare. L'Italia distrutta e povera del dopoguerra ha prodotto un grandissimo cinema e grandi scrittori come Moravia, Buzzati, Gadda. E pensiamo alla fioritura culturale francese con pensatori come Sartre, Camus, Barthes, Foucault, Morin. Ma non voglio annoiarvi con i nomi. Basta dire che questi due Paesi, anche da soli, davano un contribuito essenziale alla cultura mondiale.
Oggi non è più così. E non si può attribuirlo, all'improvviso irrompere di autori indiani, cinesi, giapponesi o arabi. Dobbiamo domandarci se non abbiamo compiuto qualche errore fatale.

Io penso di sì. L'abbiamo fatto quando abbiamo incominciato a disprezzare la nostra cultura, la nostra storia, la nostra scuola classica, la nostra filosofia, la nostra lingua, quando abbiamo rinunciato a prendere come modelli da imitare i nostri grandi personaggi. E quando abbiamo ristretto i programmi scolastici di italiano, di latino, di storia, di filosofia, a pensare che tutto si possa ridurre ad apparenza, immagine. A credere che la lingua, il pensiero razionale sistematico non siano più importanti e si possa fare ogni cosa improvvisando, e che basti un vocabolario di mille parole. E che la storia sia inutile, per cui anche i manager, i professionisti, i politici affermati spesso non sanno chi erano Giacobbe, Teodorico o Ruggero Bacone e, nonostante la mondializzazione, non sanno nulla della storia dell'India o della Cina.

Certo, conoscono i cantanti, i calciatori, i politici, seguono i talk show e sfogliano i giornali. Ma questo tipo di cultura non consente di leggere e di capire un qualsiasi libro serio di saggistica o di filosofia. E chi non sa leggere questi libri non saprà mai nemmeno scrivere. E nemmeno fare un progetto, perché non saprà pensare in grande e in modo logico e sistematico. Ma paradossalmente questa cultura non basta nemmeno a fare buoni programmi televisivi (che, infatti, ormai acquistiamo dall'estero) e film che si impongano nel mercato mondiale. Se non vogliamo svanire dobbiamo tornare a spostare tutti i nostri standard verso l'alto: verso il rigore, la cultura, la fantasia, l'eccellenza.

sabato 3 marzo 2007

Feeling kinda groovy, workin' on a movie




Tempo fa lessi un articolo su L'Espresso scritto da Steve Jobs, fondatore del gruppo Macintosh.
Chiuso il settimanale sulle gambe, quel signore mi lasciò in uno stato confusionale di emozione, speranza ed euforia. Non male per uno che di lavoro dovrebbe gestire i cartoni della Pixar.
Un concetto che emergeva dall'articolo era la potenzialità culturale che internet oggi rappresenta. Questo punto, la cui conseguenza è la priorità che i Governi stanno dando al ricoprire i propri territori con la banda larga, lo sto toccando con mano di recente.
Con i soliti pro- e contro- , internet oggi rappresenta un circuito infinito per scambiare informazioni ed essere bombardati di input. Spetta all'utente selezionare questi input e trasformarli in output originali che, probabilmente, senza gli input non sarebbero mai nati.
Questo video che vi ho proposto, raccattato da youtube, ha della pura genialità.
Penso sia nel campo dell'Arte moderna che il web possa offrire, allo stato attuale, il meglio di sé.
Dopo la dissacrante Merda d'Artista, l'arte di Haring che sfonda la tela e cola sulle città, le performance di Marina Abramovic, le instabilità mentali di Bruce Neuman, oggi l'Arte sembra dominata dalle video-installazioni. Che piacciano o meno, che siano comprese o che vengano spacciate come geniali perchè non comprese, le video installazioni lanciano input al mondo, sono portatrici di pure idee, per quanto ciò possa restare fine a se stesso.
L'accessibilità dei mezzi, delle idee, potenziate dall'utilizzo del web, la facilità con cui si può esprimere parte del proprio sé all'esterno, sono elementi che rendono l'arte attuale immanenza della realtà, del quotidiano.
Tutto ciò supera il concetto di pop e relega la pop art di Warhol alla nicchia di "arte facilmente fruibile" e nulla più.
Un video come quello di cui sopra ha del geniale perchè in pochi minuti mi concretizza un'idea; rappresenta una realtà profondamente diversa dalla mia e violentemente caratteristica di una cultura; rappresenta la percezione che un soggetto ha della propria stessa cultura; mi trasforma la banalità di un gesto reiterato all'infinito, da milioni di persone, in un momento di raccoglimento e di contatto tra due persone, una voce e un'altra voce; mi distorce la funzione propria di un oggetto, snaturandolo e dandogli nuova identità; rende attivo ciò che prima era passivo ed era stato inteso per restare passivo.
Questo input, raggiunto via web, sta producendo output in me.
Ovviamente è solo un pretesto per ribadire l'enormità di questo cubo di plastica che ho davanti, la relatività del concetto di Arte, e le potenzialità che albergano in ciascuno di noi.

martedì 27 febbraio 2007

Le Passanti


Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.


Una delle più belle canzoni italiane.
Testo evocativo su musica struggente.
Opera di Brassens, nella versione italiana di De André.

mercoledì 21 febbraio 2007

E' crisi di Governo


Poche ore fa l'annuncio ufficiale. Il Governo è in crisi e Prodi ha presentato le dimissioni a Napolitano. Altro déjà vu.

martedì 20 febbraio 2007

Colpito e affondato


Mai avrei pensato di produrre dei pensieri su Britney Spears e renderli persino di dominio pubblico. Ma quello che riporta Repubblica, in una pagina di qualche giorno fa, ha un contenuto ben più esplosivo di una pop star che, oltrepassato il limite del successo internazionale, riscopre i piccoli piaceri terreni trasgressivi, come una rasatura totale di testa e qualche tatuaggio.
La Spears, sempre patinata, sempre ottusamente preparata, accanita fan di Bush, ora anche nella versione neo-mamma, ha sempre rappresentato, in patria e all'estero, l'emblema della donna statunitense di spettacolo: bona, bravina, con grinta e magari due tette grandi (che non aveva, ma ha prontamente risolto).
Ora la si vede, nella foto di Repubblica, sfatta, stanca, con qualche tratto psicotico e palesemente depressa. Gli amici commentano con "Sta mandando a rotoli la sua vita". Non sarà che sta decidendo ora di vivere la sua vita? Non è forse tutto quello che le hanno creato intorno, e lei stessa, una mirabile metafora dell' american-way-of-life? Un metafora di corsa al successo, di immagine pubblica inscalfibile, di tenore di vita elevato, di consumi illimitati, di perfezione esterna e di cumuli di polvere che vengono nascosti sotto il tappeto.
E gli USA, che l'hanno creata a loro immagine e somiglianza, ora sono pronti ad additare e disconoscere questo strano morbo depressivo che si sta impadronendo di lei, questa variabile non programmata, non voluta, ma frutto delle stesse attenzioni originarie.
Che déjà vu.

sabato 17 febbraio 2007

Base si, base no


Oggi manifestazione nazionale a Vicenza contro la costruzione della seconda base NATO in città, prossima Dal Molin. Attese 80 mila persone tra famiglie, bambini, leghisti, comunisti, politicame vario. Per la prima volta non ho affatto le idee chiare in materia e soprattutto non ho un'opinione argomentabile a riguardo. Mi ha sorpresa la recente scoperta (personale, ma il fatto è pubblico da sempre) della presenza, nel nostro paese, di alcune testate nucleari americane, conservate proprio presso alcune della basi NATO sparse in Italia.
Indipendentemente dall'accaduto, l'intera vicenda non ha risparmiato la sinistra da un'ulteriore, imbarazzante, situazione.

giovedì 15 febbraio 2007

Questi riti vintage


Ieri è passata, nella mia personale indifferenza, la giornata di San Valentino.
Non starei neanche qui a perderci del tempo su, se non fosse per un curioso fenomeno riscontrato in farmacia.
Da sempre questa è la giornata votata ai fidanzati, all'overdose di baci perugina, al dominio incontrastato dei colori rosso-rosa, ai servizi insostenibili di Studio Aperto.
In concreto questa è la giornata in cui i single con carattere indefinito si frustrano, le coppie trombano, la perugina fa soldi a palate, e non solo la perugina, i club strip-men per sole donne fanno il pienone e le amiche si organizzano in carovane per recarsi al santuario di questi club privè, organizzate meglio di "Un ponte per" e altre associazioni umanitarie messe insieme.
Scena: giorno di San Valentino, ore 19.20, farmacia anonima in una anonima metropoli italiana.
Un tipo vorrebbe comprare il "durex play". Nell'evidente imbarazzo dell'acquirente, il farmacista incalza con i suoi "Ma quale?", "Morbido, duro?", "Rosa, bianco?"...e conclude con un "Mi dispiace, ma oggi l'articolo è andato a ruba!". Sconforto sul volto del tipo, arreso, alle 19.30, all'idea di un manage standard con la sua bella...e al solito bacio perugina, con conseguente "Cippalippa, tesoruccia".
Diciamolo, all'anacronistico ed insopportabilmente falso giorno di San Valentino, sarebbe eccessivamente onesto dichiarare la natura della festa e definirla giornata internazionale del sesso?
Per chi non sapesse cos'è un durex play (ma esiste qualcuno che non sa cosa sia?!), lascio la parola alla proverbiale franchezza di Selvaggia Lucarelli.

sabato 10 febbraio 2007

Graceland

And I see losing love
is like a window in your heart
Everybody sees you're blown apart
Everybody sees the wind blow
...
For reasons I cannot explain
there's some part of me wants to see
Graceland
And I may be obliged to defend
every love, every ending
Or maybe there's no obligations now
Maybe I've a reason to believe
we all will be received
in Graceland.

P. Simon