sabato 3 marzo 2007
Feeling kinda groovy, workin' on a movie
Tempo fa lessi un articolo su L'Espresso scritto da Steve Jobs, fondatore del gruppo Macintosh.
Chiuso il settimanale sulle gambe, quel signore mi lasciò in uno stato confusionale di emozione, speranza ed euforia. Non male per uno che di lavoro dovrebbe gestire i cartoni della Pixar.
Un concetto che emergeva dall'articolo era la potenzialità culturale che internet oggi rappresenta. Questo punto, la cui conseguenza è la priorità che i Governi stanno dando al ricoprire i propri territori con la banda larga, lo sto toccando con mano di recente.
Con i soliti pro- e contro- , internet oggi rappresenta un circuito infinito per scambiare informazioni ed essere bombardati di input. Spetta all'utente selezionare questi input e trasformarli in output originali che, probabilmente, senza gli input non sarebbero mai nati.
Questo video che vi ho proposto, raccattato da youtube, ha della pura genialità.
Penso sia nel campo dell'Arte moderna che il web possa offrire, allo stato attuale, il meglio di sé.
Dopo la dissacrante Merda d'Artista, l'arte di Haring che sfonda la tela e cola sulle città, le performance di Marina Abramovic, le instabilità mentali di Bruce Neuman, oggi l'Arte sembra dominata dalle video-installazioni. Che piacciano o meno, che siano comprese o che vengano spacciate come geniali perchè non comprese, le video installazioni lanciano input al mondo, sono portatrici di pure idee, per quanto ciò possa restare fine a se stesso.
L'accessibilità dei mezzi, delle idee, potenziate dall'utilizzo del web, la facilità con cui si può esprimere parte del proprio sé all'esterno, sono elementi che rendono l'arte attuale immanenza della realtà, del quotidiano.
Tutto ciò supera il concetto di pop e relega la pop art di Warhol alla nicchia di "arte facilmente fruibile" e nulla più.
Un video come quello di cui sopra ha del geniale perchè in pochi minuti mi concretizza un'idea; rappresenta una realtà profondamente diversa dalla mia e violentemente caratteristica di una cultura; rappresenta la percezione che un soggetto ha della propria stessa cultura; mi trasforma la banalità di un gesto reiterato all'infinito, da milioni di persone, in un momento di raccoglimento e di contatto tra due persone, una voce e un'altra voce; mi distorce la funzione propria di un oggetto, snaturandolo e dandogli nuova identità; rende attivo ciò che prima era passivo ed era stato inteso per restare passivo.
Questo input, raggiunto via web, sta producendo output in me.
Ovviamente è solo un pretesto per ribadire l'enormità di questo cubo di plastica che ho davanti, la relatività del concetto di Arte, e le potenzialità che albergano in ciascuno di noi.
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