
Riporto la traduzione di una notizia della settimana scorsa pubblicata su bmj.com .
"Durante gli anni settanta e ottanta in Gran Bretagna 4.670 emofiliaci hanno contratto il virus dell'epatite C in seguito alla somministrazione di farmaci emoderivati prodotti con sangue infetto. E 1.243 di loro sono stati contagiati anche con il virus hiv.
I morti sono stati 1.757. La colpa è delle industrie farmaceutiche statunitensi che per anni hanno distribuito in tutto il mondo emoderivati – indispensabili per la sopravvivenza dei pazienti emofiliaci – ottenuti dal sangue di donatori a rischio: detenuti, tossicodipendenti e omosessuali. Dopo che vari governi britannici hanno rifiutato di indagare sui responsabili, la camera dei lord ha finalmente aperto un'inchiesta. Intanto il programma Newsnight della Bbc ha ricostruito la vicenda con dei documenti ottenuti dai parenti delle vittime. Sotto accusa sono finiti i medici, gli scienziati e i politici che, pur essendo al corrente del pericolo, non hanno bloccato l'importazione degli emoderivati statunitensi.
E soprattutto i dottori che non hanno informato i pazienti del rischio a cui erano esposti. Alcuni emofiliaci sono stati perfino usati come cavie involontarie e inconsapevoli per verificare l'infettività di alcuni emoderivati."
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