Ho deciso di scrivere qualche riga su Banksy.Le sue opere mi entusiasmano talmente tanto che non so da dove iniziare.Quando mi travolge l'euforia per una nuova scoperta, l'eccitazione sale a livelli tali che subentra l'afasia. La soluzione migliore sarebbe stata rivolgermi direttamente a lui, ma sfortunatamente non esistono contacts sul suo sito, per ovvi motivi.
Oltretutto ho appena scoperto che ormai le sue opere sono quotate e vendute all'asta, battute per svariate migliaia di sterline.
Ciononostante continua ad andarsene in giro a taggare con una finta manhattan portage a tracollo e il cappuccio grigio della felpa per nascondere il volto.
Banksy, identità ed età ignote (anche se recentemente un articolo approfondito sul New Yorker lo avrebbe smascherato: Robert Banks, 33 anni, di Bristol. Sono disponibili anche due fotografie di lui all'opera, ma personalmente non le vedrò per rispetto verso questo gioco divertente ed enigmatico da lui costruito. Come tutti i tagger, d' altronde), è uno che, come si legge nella prima pagina dell'outdoor del suo sito, "vuole essere anticonformista, esattamente quello che chiunque vorrebbe essere". Ma lui ci è riuscito. I segni che lascia sulle città, prima inglesi, ora un pò ovunque, sono impeccabili nella grafica, accattivanti nella forma, oltremodo provocatori. I suoi lavori sono un concetto prima ancora di essere una rappresentazione grafica. I suoi messaggi sono una dichiarazione di guerra soft-tone, un manifesto contro il capitalismo, le guerre, la miseria, l'ignoranza...e anche l'idiozia di massa.
La celebre foto della bambina vietnamita bruciata dal napalm, è trasformata da Banksy in specchio della nostra cultura con l'aggiunta di Mickey Mouse e il pagliaccio del McDonald's che la prendono per mano. Gli stencils che dissemina nelle città sono specchi per fermarsi ed osservarsi, forse è per questo che non sono graditi alle amministrazioni pubbliche.
Un cabina rossa londinese spaccata da un'ascia, con il sangue che cola sul cemento, è la sua creazione scultorea tridimensionale, abbandonata nelle strade di Bristol, in attesa di osservare le reazioni dei passanti (alquanto interdetti).
Recentemente un viaggio in Palestina per andare a dissacrare anche il più inviolabile dei muri: quello del confine israelo-palestinese. Un enorme squarcio dipinto sul grigio del cemento e dal buco un bambino che tenta la fuga, con un promettente cielo terso alle spalle.
Pura genialità sono le sue imprese video.
Nel MoMa e nella Tate Modern ha tentato di inserire un suo quadro, di quelli appartenenti alla serie della maschera a gas (uno di questi stencil gli valse anche la copertina del cd Think Tank dei Blur), come chiaro atto di accusa alle nuove lobbies artistiche.
Qualche mese fa, il colpo grosso: entrare a Disneyland, CA, con un pupazzo gonfiabile a grandezza umana, di colore scuro, vestito con la tipica tuta arancione di Guantanamo. Abbandonato accanto ad una staccionata presso le montagne russe, il pupazzo ha impiegato poco tempo a far andare in tilt la macchina del divertimento, tra facce attonite di americani.
Il video si chiude con la ripresa della targa di ingresso al parco:"Qui tu lasci il presente ed entri nel mondo di ieri, domani e della fantasia".
Questo significa avere idee e comunicarle bene.
Questo significa avere un valore nel sociale.
Questo significa essere brillanti.
Questo significa essere artisti.
Tutti i video possono essere visionati alla voce "films" del suo sito.
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