
Ieri è morto Ryszard Kapuscinski.
La notizia mi ha sorpresa e rattristata, riportandomi a quel primo di Gennaio in cui un Giorgino al tg1 annunciava, con espressività studiata, la morte di Giorgio Gaber.
Kapuscinski, polacco, è stato Il reporter di guerra, è stato ciò che un giornalista dovrebbe essere al fronte: un informatore, un curioso, uno che entrava nello spirito del luogo e ne raccontava le sofferenze e le bellezze.
Nomade per vocazione, è stato corrispondente da oltre 50 paesi nel mondo, documentando 27 dei più importanti conflitti, Africa, Iraq, America centrale, Asia.
Dall'attenzione e sensibilità con cui si immergeva in un luogo e ne indagava lo spirito, la gente, la vita vera e parallela agli scontri, sono nati libri, articoli e fotografie (come quella che vedete sopra).
Probabilmente molti tra voi ricordano la copertina, edizione Feltrinelli, di uno dei suoi romanzi più noti, Ebano, storie di vita quotidiana, di guerra e di miseria africana.
Questo articolo, tratto dal Corriere della Sera di oggi, delinea brevemente e in modo efficace chi era Kapuscinski: http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=7970
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