
Rocker to rocker, raver to raver.
Nell'ultima settimana ho avuto alcuni confronti con persone coinvolte nell'ambiente dub e reggae. Sarà una macchinazione del fato, siccome tutto ha assunto una piega reggae dalla dancehall cui ho partecipato nella capitale.
Ripensando all'aggettivo "alternativo", usato per la connotazione di qualcuno contrapposto al "mainstream", sembra quasi un ossimoro applicarlo a certe tipologie umane, come quelle che abbondano nell'ambiente dancehall.
Omologazione nel vestire, nel pensare e persino nel comunicare, monolitica dedizione ad un settore musicale con assoluta esclusione, arrogante, oserei dire, di tutto il restante mondo sonoro. E' un mainstream di dimensioni minori inserito in un altro maggiore.
Come le scatole cinesi.
L'elitarismo, l'autoreferenzialità, il solipsismo sono tutte caratteristiche trasversali che investono forme di aggregazione sociale votate alla condivisione di un mondo culturale chiuso.
Let's go back to the rock, come suggeriscono gli incredibili Apollo 440, che hanno creato attingendo a piene mani da dub, techno, reggae, elettronica, dance e rock.
Soprattutto aint talkin' about dub.
3 commenti:
La dancehall??Ma siamo proprio tecnici;)!Io ci ho messo un po' capire che cosa fosse la dancehall....e non sputare sulla RAGGAE ROOTS NIGHT nella Capitale!Cioè...cioè ma capisci che quello era na roba per pochi?!Cazzo:)!
Cmq si...rock forever!Mi spiace ma come il rock non c'è niente....alla faccia di chi dice "Rock is dead".Charlotte
Vorrei solo dire che ora, con il tesserino roots, siamo invischiate consapevolmente (e colpevolmente). Non si scampa. Nel portafoglio, la tessera roots ha surclassato la carta più feltrinelli. C'è tutto un gioco di pole-position dietro la disposizione delle tessere nel mio portafoglio.La roots sta vincendo, con i suoi colori giamaican.
Rock forever...
Mirta... non mi piace l' inclinazione cosi' poco pop che prende il tuo Blog...
CHe so sti paroloni... XD
( pop is my religion)
Frivula Inside
***Ifona***
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