giovedì 30 novembre 2006

On Borat

Vi propongo ciò che ho letto su Wittgenstein circa "Borat: Cultural learnings of America for make benefit glorious nation of Kazakhstan", prima che si sollevino polveroni e notizie discordanti su quello che si prospetta essere il film-caso più atteso dell'anno (e anche il più pubblicizzato, di quella pubblicità subdola che si concretizza con il passaparola e di cui ora ne sono mirabile esempio). Lascia perplessa la cifra spesa per la realizzazione: 18milioni di dollari americani.

..."La discussione su Borat, il film, è in realtà assai più semplice di come la si dipinge. Leggendo le cose che se ne scrivono, uno che non l'abbia visto è portato a equivocare. Almeno, questo è quello che è successo a me: l'ho visto, e ho trovato tutt'altro rispetto a quello che avevo capito.
Borat è un falso documentario in cui il comico Sacha Baron Cohen impersona un giornalista del Kazakhstan che va in America per girare appunto un documentario e imparare come funziona quel paese. Il documentario è “falso” perché l'intenzione e il personaggio sono posticci, recitati: ma le persone coinvolte quasi sempre non lo sanno, e dunque si prestano candidamente. La particolarità del personaggio Borat è di essere a un tempo volgare, ignorante, razzista e osceno, e insieme un sempliciotto che ispira tenerezza. E questo scatena l'effetto esilarante, che è clamoroso: si ride come dei matti delle imbarazzanti situazioni in cui mette i suoi interlocutori. Chi ha polemizzato con i messaggi razzisti di Borat, è più sciocco di lui se non capisce che il personaggio non può essere modello per nessuno, men che mai per gli ignoranti inclini al razzismo. In realtà, l'unico dibattito pratico su Borat è questo: lo si può doppiare in italiano? Naturalmente sì, ed è stato già fatto. Ma non senza perdere almeno metà della sua comicità, basata sul confronto con l'America e anche con la sua lingua.
Borat quindi in Italia lo vedremo a primavera. I distributori di qui, con l'acquolina in bocca per il sensazionale successo americano, sperano di portare a casa sia il pubblico in grado di apprezzare la raffinatezza di alcune parodie sia quello che riderà a crepapelle delle scene più disdicevoli e volgari. E hanno detto di voler costruire un'attesa più preparata. Intanto, adesso il film è un fenomeno mondiale, e a primavera sarà una cosa vecchia e amputata dal doppiaggio."

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Iààà ,Borat faceva pariare già agli Mtv Europe Music Awards di un paio di anni fa!Gabbiano Libero

Anonimo ha detto...

news!Kid Rock avrebbe litigato con Pamela Anderson per non aver gradito le sue performance in "Borat"...tzè!Gabbiano Libero

Anonimo ha detto...

Speriamo almeno che al film non cambino anche il nome... I distributori italiani sono dei maestri a rovinare i film grazie ad una tempistica sbagliata, un doppiaggio filtrato e dei titoli assurdi che con il film e con il titolo originale non hanno nulla in comune!
Già che ci sono: perchè non aggiungere ai links www.flickr.com? La fotografia è un'espressione di cultura universale quasi quanto la musica. (L'ex spinner)

Nirvana ha detto...

Caro ex spinner con la coscienza sportiva non pulita, il sito da te citato non è stato inserito in quanto programma di picture sharing amatoriale.Ti invito alla visione di un altro link da me postato: photosig. Qui potrai trovare condivisione fotografica di altissimo livello e non incapperai mai nella foto del nonno in mutande mentre fa colazione in Grecia.