Questa perla di saggezza popolare è quello che mi è arrivato oggi all'orecchio, mentre percorrevo di fretta la mia strada. Alcune persone parlavano concitatamente della notizia del giorno, ad un tratto uno è emerso dal gruppo urlando "Song' sul' n'insalat' e' sciem'!" ("Sono solo un'insalata di idioti"). Il che descrive alla perfezione l'immotivata dinamica delle ultime 24 ore, che hanno visto Mastella prima martire (un altro Unto del Signore!), poi "ostaggio della Maggioranza", infine artefice del crollo del Governo. Un crollo che sembra frutto di un personale capriccio dell' ex ministro, più che di una ragionata strategia politica. Nonostante la mia sfacciata appartenenza all'ala sinistra del Parlamento Italiano, vorrei qui esprimere un ringraziamento all'ex ministro per avere smascherato involontariamente un grande arcano della poesia internazionale, nonché per avermi regalato due intense giornate di pettegolezzo politico con amici stranieri. All'estero non sono abituati a "certi tipi di politica" e devono ancora pienamente interpretare le vicende di quella italiana, da loro vista come un'enigmatica pantomima di ispirazione medioevale, supportata ed alimentata da una popolazione vassalla, istupidita da anni di teledipendenza mediaset, e dedita alla pratica dei favori sotto banco e delle facili scorciatoie. Mi auguro che agli occhi di uno straniero questo gioco delle tre carte su scala nazionale resti un'insoluta particolarità, un folklorismo tipico italiano, altrimenti nessuno ci risparmierà una pedata fuori dalla UE.Nonostante tutto, rendiamo grazie a Clemente Mastella, l'uomo per cui sono sorte piccole isole di ilarità informatica, geniali nei contenuti, ma soprattutto rendiamo grazie a Clemente Mastella per avere indirizzato la sua vivacità culturale sugli oscuri lidi della poesia "Lentamente muore", nota anche come "Ode alla vita". Pubblicata su blog di inquieti adolescenti, oggetto di scambio tra innamorati, vessillo delle persone in crisi, "Lentamente muore" è stata riproposta ieri in Parlamento dall'ex ministro, con espressa dedica a Prodi, in uno dei recenti slanci di romanticismo che lo hanno rapito. Conoscenza di popolo, e statistiche web, vogliono questa poesia essere firmata da Pablo Neruda ed anche Mastella la pensava così, mentre ieri declamava l'opera con paternale premura. Ma, attenzione!, è di oggi la notizia di Repubblica che smentisce clamorosamente la paternità della poesia di Neruda, firmata invece da tal Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana. Caro Mastella, tutti possiamo toppare, ma a te non è concesso perchè vanti un folto gruppo di lacché ed assistenti (spesati dallo Stato) il cui motivo di esistenza è proprio risparmiarti certe gaffe. Ripropongo qui l'oggetto dello scandalo perchè, checché ne dica
La Repubblica, resta uno scritto vivido e genuino, capace di turbare molti dei suoi lettori.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.
1 commento:
stupendo sto pezzo.. complimenti.
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