domenica 24 giugno 2007

Figli di un consumismo minore

Ho provato da un anno ad uscire dal circolo vizioso del consumismo. Non si deve possedere per forza tutto quello che piace, ma il tascapane ha molte armi di seduzione. Le persone come me sono affette dalle nuove forme di consumo, le cosiddette "critiche", quelle eco-compatibili, eco-sostenibili, sindacato-friendly e così via. La Freitag da sempre ha intuito l'affare dietro il nostro bacino di utenza. Sono quasi 15 anni che produce borse interamente fatte di materiali riciclati, dai fanali delle macchine ai copertoni dei tir. Puoi essere una ditta ecologica quanto vuoi tu, ma non puoi sperare che io acquisti un tascapane per 145 euro+iva.

E se lo fa Silvio...

Negli ultimi giorni, anzi per la precisione nelle ultime ore, ho pensato di chiudere questo blog perchè ho ricordato quanto mi stanno sulle palle i blog. La mia smania di creare un angolo graficamente piacevole è scesa a compromesso con l'antipatia che provo per i blog e con il loro esercizio di vanità. Il compromesso prevedeva anche la quasi totale spersonalizzazione, cosa che spero di aver raggiunto nel non parlare mai di me, di chi sono, cosa faccio. A tal proposito ho eliminato anche la colonna con i link ai blog degli amici e lo scrivo solo affinché nessuno degli amici me ne voglia. Mentre facevo il pari e dispari se cliccare su "cancella blog", è arrivata la notizia: anche Silvio Berlusconi vuole aprire un blog! E allora, se lo fa Silvio, non posso non esserci anche io, non posso mollare proprio adesso!

martedì 19 giugno 2007

Now I understand

Da G. Hardin, Tragedia dei beni comuni, leggo: "La selezione naturale favorisce le forze di rifiuto psicologico. L'individuo trae beneficio dalla sua abilità nel negare la verità".
Ecco spiegato il successo di molti.

Normale surreale

Questo lo scopo del collettivo artistico Gelitin, gruppo di quattro artisti austriaci che si divertono a giocare con i maestri classici dell'arte, che cercano nel momento artistico di divertirsi e di far divertire il pubblico. Le loro opere sono esperienze, più che oggetti, sono da vivere e non da osservare. Ne abbiamo anche una noi, in Piemonte: un gigantesco coniglio rosa adagiato sulle colline. Vi potete arrampicare sopra, prenderlo a pugni, saltarci, portargli un regalo o nascondervi nella sua orbita oculare.

sabato 16 giugno 2007

Soprassalti civili contro l'indifferenza

La buona street art attira sempre il mio occhio. Qualche giorno fa, uno sticker ha catturato la mia attenzione. Oltre ad essere ben fatto, aveva un contenuto di non poco conto. Parlava di camorra, di passività del popolo napoletano, di collusione Stato-camorra, di omertà, dell'energia che la mia generazione sta progressivamente perdendo nel vivere in una città dove i problemi si moltiplicano all'infinito, dove si inala diossina ad ogni angolo, dove si verifica una sistematica aggressione dell'individuo, a tutti i livelli e in tutte le proporzioni. Il manifesto, non firmato, rimandava al sito Il Richiamo. Ovviamente, appena avuta la possibilità, ho visitato il sito. L'elemento che colpisce subito è che, nonostante la naturale rassegnazione che gli eventi narrati portano, ogni intervento è carico di uno slancio ed un'energia che da tempo non riscontravo più nella quotidianità sociale che vivo. Inoltre ho scoperto che sono i gestori di questo sito ad aver sparso facce di Saviano in città e sempre loro sono i responsabili dei necrologi per lo Stato Italiano, anche questi affissi con brillante irriverenza.

Diario: No global

" La domanda era: i no global sono pazzi o profeti? Io so che chiariscono i termini della decisione collettiva alla quale siamo chiamati e che ci mettono davanti al panorama vero del nostro tempo, così diverso dalla cartolina truccata che vendono negli empori del potere. So che hanno mantenuto, nella sbornia collettiva, la sobrietà e la passione necessarie per interrogarsi su cosa stava succedendo, e per denunciare le magagne di un'offerta speciale che sembrava senza difetti. (...)" A. Baricco, Next.
Gli ultimi mesi sono stati carichi di eventi e di raduni finalizzati alla difesa di ideali comuni, valori che hanno trasversalmente interessato Rostock, l' Africaday di Roma, la manifestazione contro Bush, fino alla GayParade di oggi, sempre a Roma. Nella frammentarietà delle associazioni, delle idee, della varietà umana che partecipa attivamente a questi eventi, c'è un filo comune che unisce tutti e che può essere tradotto nel mirare ad una migliore qualità della vita, per se stessi e gli altri. Il Diario di Repubblica della scorsa settimana è stato dedicato al movimento No Global e a tutta la frangia di persone direttamente o indirettamente coinvolte, da chi opera nel settore ambientale, fino a chi sostiene l'equosolidale. La raccolta di articoli è disponibile online sul sito di Repubblica.

martedì 12 giugno 2007

Dall'Albania con furore

Questa è una notizia che merita un minimo di risalto, anche perchè è stata glissata alla grande da tutte le testate tradizionali. Può l'uomo più potente del mondo andare a Tirana e farsi fottere il rolex? Ebbene è successo il 10 giugno, proprio in Albania e proprio a Bush.
Con la solita aura di compiacimento e paternalismo, che è tipica di questi momenti, Bush si allunga sulla folla in delirio di Tirana, prodigandosi in baci e abbracci...la sua mano si immerge nella folla più volte, con un evidente orologio nero al polso sinistro. Dopo qualche immersione, il braccio spunta senza orologio. Si può rubare l'orologio al Presidente degli USA? L'albanese che l'ha fatto, rischiando tantissimo, è il mio nuovo mito. Immagino la soddisfazione provata in seguito. Questi albanesi ne hanno veramente per tutti! La scena è stata documentata da un telegiornale albanese e può essere visionata, anche se hanno tentato di insabbiare la notizia.

domenica 10 giugno 2007

A volte ritornano

Un anno fa, circa di questi tempi, la stampa mostrò un rinnovato interesse per la defunta EdieSedgwick. In quel periodo uscì il film Factory Girl, pretenziosa opera nata con il solo scopo di spremere ulteriormente il limone Sedgwick. Oggi, rovistando in giro, ritrovo delle fotografie raffiguranti Edie nei celebri scatti lasciati alla storia: lei con Warhol, lei con le gambe nere all'aria e lei nell'intramontabile servizio sigaretta&whisky. Perchè ricordiamo Edie Sedgwick ancora oggi? Solo perchè è stata uno dei tanti prodotti di Andy Warhol. Se dovessi indicare l'opera più rappresentativa creata da Warhol, non esiterei...è la Sedgwick.

martedì 5 giugno 2007

sabato 2 giugno 2007

Art like no one

Ho trovato un barlume di utilità al myspace: girovagando in tanta spazzatura, prima o poi si approda a qualcosa di buono. Recentemente ho ormeggiato la mia curiosità nel sito del magazine Drome. Incredibile ma vero, è una produzione trimestrale made in Italy, abbastanza conosciuta anche sul mercato straniero, forse perché pubblicata in doppia lingua, italiano ed inglese. In Drome si parla di arte, ma proprio tutta l'arte, dai musei alla street art. Memorabile l'articolo dedicato agli street writer romani Sten e Lex. L'ultimo numero, il decimo, ha come tema il sogno e lo tratta in tutte le sue forme, iniziando dal film di M. Gondry. Nonostante l'intento furbetto del magazine e il patinato che lo avvolge tutto, la lettura di Drome non disturba, anzi, fa venire voglia di esclamare "proudly Italian".

Ricchi premi e cotillons

Ci stiamo avvicinando al millesimo lettore di questo spazio.
Un peluche omaggio sarà recapitato al domicilio del fortunato malcapitato.